Covid-19, Milanoptics riscrive le proprie attività imposte dalla pandemia

da “Il Cittadino di Lodi”

Ripartire, con la consapevolezza che «siamo davvero tutti fragili e potenzialmente sempre esposti a situazioni di pericolo imprevisto». Guarda al futuro con un disincantato ottimismo, che nasce probabilmente dalla consapevolezza di avere accanto «dipendenti e collaboratori che anche in una situazione di crisi drammatica come quella che stiamo vivendo hanno saputo dare il meglio», il titolare di una delle aziende che, nonostante tutto, sono riuscite a non fermarsi e che da oggi «metterà alla prova la “rivoluzione” organizzativa che Covid-19 ci ha imposto».

Gianpaolo Grassi 52 anni, dal 1992 alla guida di Milanoptics, azienda di famiglia che conta 160 dipendenti, specializzata nella produzione e vendita di montatura e lenti per occhiali con oltre 40 punti vendita sparsi nel Nord Italia con sede principale uffici e laboratori a Pantigliate, racconta cosa vuol dire trovarsi improvvisamente in «piena bufera» e dover mettere in campo esperienza, inventiva e un pizzico non indifferente di coraggio per andare avanti.

All’esplodere dell’emergenza – spiega – ci siamo trovati davanti ad una scelta importante, quella tra il chiudere e quella di inventarci una strada nuova per continuare a garantire un servizio vitale per molti nostri clienti.

Ripartire, per Milanoptics, ha così voluto dire «rivoluzionare letteralmente il nostro modo di lavorare», personale ovviamente ridotto, non più accessi liberi ma sempre più appuntamenti, entrate contingentate, dispositivi di protezione personale obbligatorio per tutti e «massima attenzione all’igiene di ogni superficie, oggetto e attrezzature utilizzate in azienda».

Ogni singola montatura, ad esempio, dopo essere stata “provata” dal cliente viene sottoposta a sterilizzazione, «e questo per tutto ciò che viene toccato, spostato o utilizzato. La sicurezza di dipendenti e clienti – spiega Grassi – è stato il nostro primo obiettivo per questo siamo pronti ad affrontare la fase due» con la consapevolezza di aver avuto la fortuna di poter contare su «una solida base aziendale costruita negli anni, cui si sono aggiunte professionalità e capacità, talvolta inaspettate, da parte di molti dei miei collaboratori che hanno saputo affrontare e risolvere problematiche sempre nuove.

È chiaro – conclude – che siamo consapevoli che la sfida che ci aspetta non sarà delle più semplici ma non nascondo che mi piacerebbe tornare, nell’arco di un tempo non lunghissimo, a poter riavere a pieno regime l’intero organico aziendale.

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